Venerdì 17 aprile si è tenuta l’iniziativa conclusiva del progetto ‘Lo sviluppo possibile. Giovani generatori di futuro’, sostenuto dalla Fondazione Impresasensibile ETS e promosso da ‘Libera. Associazioni nomi e numeri contro le mafie’ in collaborazione con la CNA di Chieti.

In un’epoca dominata da una rassegnazione che spesso appare come l’unica moneta di scambio accettabile tra le generazioni, questo progetto ha proposto un cambio di paradigma. Attraverso un laboratorio audiovisivo, nel quale il cinema si è fatto pretesto per riscoprire il valore rivoluzionario dello sguardo e dell’ascolto, le ragazze e ragazzi di cinque istituti superiori sono diventati attori e registi di cittadinanza attiva.

L’esperienza ha permesso ai partecipanti di riscoprire quel dialogo sincero che appartiene al nostro lato più umano. Sotto la guida del regista Marco Chiarini, i giovani hanno così potuto riflettere sulle speranze, sui dubbi, sulle strade possibili per migliorare la propria vita e quella della società in cui vivono.

Lungo questo percorso, durato dieci mesi, è emerso come il raccontare e il raccontarsi possano trasformarsi da meri esercizi estetici ad atti di responsabilità civile che contribuiscono a creare una storia comune. Come affermato da Letizia Scastiglia, direttrice di CNA Chieti, il progetto ha rappresentato la possibilità di “andare oltre la rappresentanza di una categoria per abbracciare una sfida sociale ed educativa fondamentale per il nostro territorio”.

Se è vero che il nostro racconto ha il potere di plasmare l’immagine del mondo, allora ogni parola pronunciata in quel contesto diventa una pietra angolare per la costruzione di un paesaggio condiviso, dove le storie individuali cessano di essere frammenti isolati per divenire beni comuni a disposizione della collettività. E così una stanza, che si trasforma in uno spazio di dialogo in cui esprimersi e imparare ad ascoltare, riflette a pieno la missione del presidente Andrea Ciarini e della Fondazione Impresasensibile ETS: “Costruire ponti tra mondi diversi, attivare risorse presenti nei territori, promuovere iniziative che mettono al centro le persone e generano valore sociale condiviso”.

Con ‘Lo sviluppo possibile. Giovani generatori di futuro’ il domani cessa pertanto di essere percepito come un luogo in cui arriveremo un giorno e si traduce in una tensione collettiva che si manifesta già nell’oggi, tramite il desiderio di costruire relazioni significative e anticorpi di comunità.  Michele Gagliardo, coreferente nazionale settore formazione di Libera, è convinto infatti che “Il futuro non dipende solo dalla capacità dei giovani di sognare, ma dalla capacità collettiva di credere che quei sogni possano diventare progetto”.

In ultima analisi, questi ‘giovani generatori di futuro’ hanno colto l’opportunità di percorrere una strada che riporta l’umano al centro del discorso pubblico mediante la riscoperta del valore del ‘noi’. E inoltre hanno ricordato che la speranza non è un sentimento astratto ma una pratica quotidiana che richiede coraggio, condivisione e una inesauribile capacità di sognare a occhi aperti.

I frutti di questo laboratorio audiovisivo sono riassumibili nelle parole di Davide, uno degli studenti: “Un’esperienza memorabile che ha favorito un temporaneo distacco dalla dimensione digitale, permettendoci di riscoprire una pratica quasi insolita per la nostra generazione: il dialogo autentico”.

 

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